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Fra il Sogno del Colore e il Gioco del Reale: Delfina Nahrgang

Un’opera multiforme è quella che ci svela Delfina pronta a impegnare il mondo che ha di fronte in una gara di ricerca e conoscenza continue in chiave pittorica, tali da sempre procedere – eppure con vasta innocenza – verso la cancellazione delle apparenze e il rifiuto dell’oggetto: una serie di dissonanti accordi cromatici sono dunque questi della Nahrgang, che riassumono concentrano ed esaltano momenti vissuti di intensità, tra coltello e pennello per dirla sulla strumentazione tecnica, momenti propizi alle materie spesse e distese, alla riflessione dei valori profondi in altro linguaggio, in spazi che non sono più considerati in senso fisiologico, come luoghi d’azione o di forme, bensì come sequenze di stati e di attimi, quindi come condizioni eminentemente temporali. Effetti di silenzio come risultato impressivo, come risultato dunque di una intensa variazione sui segni allo stato puro, sul nero con tutte le sue qualita rifrangenti ad esempio, i lampi della sua leggerezza insondata.

Si dirà in questo caso, singolarmente, di un affascinante studio da parte di Delfina circa le proprietà di canto e ritmiche della materia pittorica; dove qualsivoglia epidermico pittoricismo è annullato in nome di più esatta e autosufficiente plasticità cromatica, da universo monumentale di arcaica completezza. Da queste illuminazioni poetiche di un rapporto speciale tra natura e condizione umana, entro l’inquieta sintesi di tante metamorfosi, spunta allora ogni volta una sostanziale idea di unità fra soggetto e oggetto, fra la natura e la persona di Delfina. Quelle stesse “oscure radici risvegliate con la pioggia di primavera” di cui scrisse Eliot sono dunque ora i colori che la contemplazione della vicenda delle ore e del mondo rivela; ai limiti quasi dell’incanto percettivo, ma nella piena consapevolezza dell’essere nel proprio tempo, negli spazi sensibili del visibile, nell’adesione irrinunciabile della forza rappresentativa alle immagini; e naturalmente anche nella coscienza di compiere un cammino dalla superficie del vero alla sua infinita essenza interiore, cammino che definisce la “natura come passione” della pittrice, le sue velate armonie espressive abili a evocare ogni volta i misteriosi spazi di indagine dello sguardo della memoria.

- MarcelloCiccuto

 

The paintings of Delfina Nahrgang are a celebration as an ode to art; there is a distillation, a quiet inner dance — a deportment of right acts in this work that bring it to the perfume of attending — which equals a warmth, a joy that miraculously comes together in the poetic structure you may find in a Mozart. The work is complete and tantalizingly promises more. 

- Knox Martin,  New York1994